La pittura di Vittorio Carradore in occasione della mostra-omaggio alla Madonna del Popolo in San Pietro in Archivolto presso la Cattedrale di Verona

 È un quadro ad argomento sacro quello che Vittorio Carradore espone in questa mostra e forse il primo del suo itinerario artistico, ma sufficiente a qualificare come felice questo esordio. Perché dimostra esso pure che la religiosità in un quadro non va cercata nel soggetto ma nella sincerità della fede dell’artista che ne fa oggetto del proprio sentire; è infatti proprio il sentimento, la parte sorgiva dell’uomo, ciò che trasforma il veduto in visione, l’usuale in novità. Anche Vittorio Carradore, con la sua pittura, dimostra che il rispetto della fede e della tradizione non limita la creatività dell’artista e che, anzi, nella misura in cui è tale, troverà nel suo credere un mezzo per rimuovere limiti e conquistare spazi sempre più vasti di libertà.

L’attività artistica di Carradore è stata seguita dalla critica in maniera continuativa e puntuale, sicché lo scriverne per questa occasione risulterebbe sommativo e pleonastico; ma un giudizio va doverosamente espresso: Carradore è veramente un artista, per cui aggiungere aggettivi o sostantivi alla sua arte, significherebbe limitarla e impoverirla. È un arte in cui la tecnica serve a liberare e a disciplinare le sue doti native, a evidenziare il suo stile, cioè la ricchezza della sua creatività. Un’arte in cui la bellezza può misurarsi con la grandezza della fede.

Ferdinando Chiaramonte